giovedì 10 dicembre 2015

MACHINÆ - Clockwork Review

Clockwork


Release: 04 December 2015

Genre: melodic metal

Hometown: Finland

Tracklist:

01. Destroy and Rebuild
02. Never Coming Back
03. This Will Be the Day
04. Casualities
05. Frozen Ground
06. Into Light
07. Falling One by One
08. Forever
09. Almost Human Doll
10. Don't Get Used to This
11. Blank Canvans


Per chi è affamato di un metal melodico che risuona del solido spirito finlandese, nel menu di oggi c'è esattamente quello che fa per voi: un disco di debutto che potrà soddisfare questo languore di cose nuove e che affonda le sue radici nella più profonda tradizione metal della bella Finlandia, la cui neve sembra macchiarsi di volta in volta di tutte le sfumature di un genere capace di raccontare storie sempre diverse, a volte oscure e tragiche, altre volte di riscatto e di forza, o ancora di un languido amore che si spegne come la luce di una candela che tristemente si spegne schiacciata dalle rigide temperature di una terra che ha molto da dire.

Se quindi siete pronti per tutto questo allora lasciatevi cullare da Clockwork, il primo album di cinque ragazzi di Vantaa, i Machinæ, che promette un muro di suono capace di mescolare molto della musica della terra del ghiaccio e della neve, un po' come se da questa fosse ispirato nel profondo, nella sua più intima essenza.

Che ci sia la voglia di arrivare a toccare o anche solo sfiorare band del calibro degli Amorphis, che proprio dalla Finlandia arrivano, ma anche i Paradise Lost o addirittura le avanguardie degli Stone Sour è più che evidente, ma quello che colpisce è che questo tentativo non viene fatto nella più totale emulazione, quanto con la voglia di affiancarsi a loro come dei pari, cercando di essere all'altezza di un tale privilegio che solo a pochi è concesso.

Mescolando riff grintosi che si basano soprattutto sulla potenza di una chitarra che fa il grosso del lavoro, la band osa addirittura affiancare melodie di tastiera che arriva a sfiorare un genere più pop, quasi cercando nei contrasti la vera cifra stilistica capace di mettere il segno, di distinguerli dalla massa.

Canzoni come "This Will Be the Day" (tra le migliori canzoni proposte), "Black Canvans" o "Frozen Ground" rispecchiano in pieno la nazionalità della band, mentre altre come "Don't Get Used To This" e "Almost Human Doll" sembrano invitarci a muoverci con ferocia durante un concerto grazie anche al ringhio crudele che convince forse di più che della voce pulita e non altrettanto incisiva come il growl.

7/10
Dora


Members:
PIIPPONEN, vocals 
ERIKSSON, guitar & keys 
KARENKO, guitar
 KAUPPINEN, bass 
ROMPPANEN, drums

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